Intervista alla Signora Manuela Salamone

Chi è la Signora Manuela Salamone?
Sono, dall'anno 2010, la direttrice editoriale de La Pagina. Mi occupo di diverse cose, come le nostre apprendiste, i clienti etc.

Qual è stato il suo percorso professionale?
Pur avendo in parte origini italiane sono nata e cresciuta in Svizzera e quindi ho frequentato le sedi scolastiche svizzere fino al liceo, la Freie Katholische Schule di Zurigo. Considerato che sin da piccola sognavo di lavorare nel giornale fondato e diretto da mio padre, La Pagina, subito dopo il diploma ho iniziato ad inserirmi in questo contesto lavorativo. Nello stesso tempo non ho abbandonato gli studi, ma cerco sempre di perfezionarmi, per cui ho preso insegnamenti di contabilità, economia e diritto.

Cos'ha ottenuto sino ad oggi? E cosa spera di ottenere ancora?
Il nostro obiettivo è di fornire ai nostri lettori informazioni di svariato tipo, da quelle più utili, come quelle politiche e di attualità, a quelle più leggere, e magari anche più divertenti. Io sono ancora all'inizio del mio percorso, ho tanto da apprendere ma anche molte idee innovative che vorrei applicare; sono molto ottimista per il futuro e spero di poter realizzare molto. Sicuramente, fra i tanti, l'obiettivo principale rimane sempre quello dell'informazione ma cercando di rendere il tutto sempre più interessante, gradevole ed innovativo perché, si sa, il campo della comunicazione è in continua evoluzione, bisogna tenersi al passo coi tempi! Sono davvero molto curiosa di ciò che riserva il futuro, spero di fare tante esperienze, conoscere nuove persone e stabilire collaborazioni interessanti e stimolanti.

Come si raggiunge il vero equilibrio tra lavoro e tempo libero?
Secondo me è difficile trovare l'equilibrio vero. Personalmente anche quando non sono in redazione penso, di continuo, al giornale.
Magari per strada osservo qualcosa e già mi vengono in mente possibili nuove idee da sviluppare ed approfondire.
È davvero difficile rispondere a questa domanda, per me il lavoro, anche se è fuori l'orario d'ufficio, non è mai un peso.

Quanta importanza riveste la dea bendata nell'attività dell'impresa?
Ogni azienda e ogni persona hanno bisogno di fortuna, ma questo non basta. Dietro ogni successo secondo me c'è anche un grande impegno e sicuramente, a volte, anche grandi sacrifici. Non ci si può aggrappare alla fortuna, che è comunque una componente importante, bisogna invece contare sulle proprie forze, essere informati, competitivi ed avere intuito per riuscire a capire quali siano le mosse giuste da fare. Si, tutti hanno bisogno di un po' di fortuna, ma occorre anche sapere che la fortuna può abbandonarci ed allora si deve essere in grado di andare avanti con le proprie gambe.

Quali imprenditori, personalmente conosciuti, hanno lasciato dentro di lei una traccia indelebile?
I miei genitori come imprenditori mi hanno sempre affascinato. Hanno ottenuto tanto, ma, nello stesso tempo hanno dovuto sopportare tanto. In situazioni difficili hanno sempre continuato a portare avanti le proprie idee, non hanno mai mollato. L'esperienza di mio padre e il suo modo di gestire le cose mi impressionano. È intuitivo: ha la capacità di analizzare subito contesti o situazioni particolari, di cui riesce sempre a farsi una visione generale in breve termine. La passione e la tenacia con cui ha perseguito i suoi obiettivi mi hanno spinta a proseguire per la sua strada e cercare di portare avanti tutto ciò che, con grandi sacrifici, è riuscito ad ottenere. Mia madre mi affascina perché, pur avendo sempre lavorato da casa, è sempre riuscita a svolgere tutto il lavoro con l'impegno necessario non trascurando mai né me né mia sorella.

Ritiene, l'attuale, un momento adeguato per dare inizio ad una nuova attività imprenditoriale?
Credo che dipenda dal settore in cui si vuole iniziare una nuova attività. Qualsiasi momento è quello giusto se l'idea è buona e studiata! Credo che si debba tener, comunque, conto dei desideri e dei bisogni della gente, rinnovarsi in continuazione e stare al passo con i tempi.

Quali sono le imprese più colpite dalla crisi?
Forse bisogna chiedersi quale impresa non sia stata colpita dalla crisi. È una domanda a cui sto ancora cercando risposta. Penso che l'attuale crisi sia stata avvertita più o meno da tutti i settori. Chi in maniera più evidente chi in modo meno grave, tutti hanno dovuto far fronte a questo periodo difficile.

La crisi ha generato grandi mutamenti soprattutto nei comparti della finanza e dell'industria.
Secondo lei come si rifletteranno queste alterazioni nel mondo del lavoro?
Credo che il problema principale sia stato che molte, troppe aziende, per fronteggiare la crisi, hanno adottato la soluzione "più semplice" ossia quella del contenimento dei costi tramite la dolente riduzione del personale.
Le persone che hanno perso il lavoro costituiscono un problema, prima di tutto in campo sociale, perché non sono più in grado di mantenere la famiglia, ed ancora in campo economico in quanto hanno meno soldi da spendere che, tradotto, significa meno denaro immesso sul mercato. In conclusione, ci rimettiamo qualcosa tutti, chi in maniera diretta chi indirettamente. C'è un clima di paura. I dipendenti vedono a rischio la propria posizione e ciò non giova né alla produttività sul lavoro né a mantenere la tranquillità nelle loro famiglie. Le aziende fanno molti meno investimenti e quindi anche poche assunzioni. Forse è proprio in momenti come questo che c'è più bisogno di persone volenterose e creative con idee brillanti al punto tale da ridare fiducia e rimettere in moto l'intero sistema.

Cosa dovrebbe insegnare la scuola moderna per preparare i giovani a fronteggiare, al meglio, le insidie future legate al mercato del lavoro?
Fare l'apprendistato qui in Svizzera significa che un giovane di 15/16 anni si ritrova di colpo catapultato nel mondo degli adulti. Secondo me la scuola dovrebbe preparare i ragazzi ad affrontare questa nuova realtà. Inoltre, penso che forse si pretenda un po' troppo dai giovani che in questo modo si trovano a dover acquisire una buona formazione scolastica e, nello stesso tempo, a dover affrontare certe responsabilità in ambito lavorativo.
Una cosa che, nella preparazione dei giovani all'inserimento del mondo del lavoro, non dovrebbe essere mai sottovalutata, a parer mio, è far apprendere loro il valore dell'indipendenza e l'essere sicuri di se stessi.

La storia dell'emigrazione italiana è anche una storia di larghi trionfi, una storia di umili operai divenuti, poi, apprezzabili imprenditori e di illustri connazionali, professori universitari e celebri avvocati eletti nei Parlamenti degli Stati in cui hanno vissuto ed operato. Come vede tutto ciò?
Conosco tanti italiani e gente di altra nazionalità che hanno lasciato la loro patria per andare a vivere in altri Paesi. Sono molto fiera di tutte queste persone che sono riuscite a costruire una vita nuova in un luogo che non conoscevano proprio.
Credo che sia una cosa molto difficile ritrovarsi in un paese dove, forse all'inizio, non si viene nemmeno accettati, riuscire ad ambientarsi, a crearsi un proprio spazio di vita e, magari, anche ad affermarsi nel proprio ambito lavorativo. Per fortuna ci sono tanti italiani che grazie all'ingegnosità, la forte volontà, amore e passione per il proprio lavoro dimostrano che niente è impossibile e che quando ci si prefigge un obiettivo "non importa dove sei ma dove vuoi arrivare!"

Assoii-Suisse si pone come obiettivo primario la sana e trasparente rappresentanza delle nutrite imprese, con capitale umano, italiano, in Svizzera. Cosa consiglia ai vertici di Assoii-Suisse? E agli associati?
L'idea del sano associazionismo tra imprenditori italiani nella terra che li ospita, nel nostro caso la Svizzera, può rivelarsi la vera formula vincente degli ultimi tempi. Bisogna collaborare tra noi, aiutarsi a vicenda, essere solidali l'uno con l'altro per la realizzazione dei nostri intenti. Per questo agli associati consiglio di approfittare delle varie proposte pianificate da Assoii--Suisse poiché raffigurano delle concrete opportunità a favore delle aziende. Occasioni che mirano a favorire lo sviluppo, l'avviamento, la realizzazione, la crescita e l'espansione della propria attività.
L'Assoii-Suisse si offre, infatti, come piattaforma di incontro per tutti gli associati che, grazie agli eventi anche di natura sociale e culturale che organizza, permette di fare nuove conoscenze e creare relazioni con altri imprenditori con cui scambiare esperienze e consigli, con cui realizzare collaborazioni utili. Penso che ultimamente l'associazione stia facendo un ottimo lavoro in questo senso, riuscendo ad agevolare i contatti tra gli iscritti, proponendo, senza sosta, delle iniziative lodevoli che tendono a promuovere, con oculatezza, le aziende degli associati e che recano prestigio e fanno onore alla stessa associazione.

Intervista rilasciata nel 2010

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